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Lezione 16 - Pranayama

Lezione 16 - Pranayama

Nella lezione precedente abbiamo parlato di Asana. La pratica di Asana ti consente di restare agevolmente seduto a lungo in una posizione stabile e confortevole, e meditare per lungo tempo. Una volta che gli Asana sono padroneggiati, il passo seguente è il Pranayama. In questa lezione cercheremo di capire cos'è il Pranayama in generale e alcuni tipi di Pranayama in particolare.

Il termine Pranayama è composto da due parole: Prana + Ayama. Prana significa forza vitale e Ayama significa controllare. Pranayama significa controllare la forza vitale attraverso diverse tecniche. Spesso il Prana viene equiparato al respiro. Non è così. Il respiro è la forma grossolana attraverso cui assorbiamo il Prana. Il respiro non è il Prana. Ad esempio, otteniamo il burro dal latte ma il latte è diverso dal burro. Il Prana è una forma di energia molto sottile e per controllarlo dobbiamo usare qualcosa di concreto. Lo strumento concreto per controllare il Prana è il respiro.

Il nostro processo respiratorio può essere classificato in tre parti: inspirazione, espirazione e apnea o ritenzione. Nella terminologia dello Yoga sono chiamati Puraka, Rechaka e Kumbhaka rispettivamente. Puraka e Rechaka sono processi naturali, mentre Kumbhaka deve essere introdotto intenzionalmente, almeno durante i primi stadi di pratica. Dopo una lunga pratica anche Kumbhaka può avvenire in modo spontaneo. Il Kumbhaka spontaneo viene chiamato Kevala Kumbhaka. Sotto l'influenza del Kevala Kumbhaka, inspiro ed espiro si fermano completamente e la mente diviene totalmente immobile.

Gli antichi Yogi hanno osservato che mente e Prana sono correlati. Se si controlla l'uno, anche l'altra si sottomette. Questo può essere verificato facilmente. Quando siamo arrabbiati il respiro diventa veloce e pesante. Quando siamo tranquilli il respiro è stabile e rilassato. Il Pranayama è uno strumento prezioso per controllare i vagabondaggi della mente.

Negli Yoga Sutra di Patanjali il Pranayama viene solo menzionato, come la pratica di Asana. La sua descrizione semplicemente ci dice cos'è il Pranayama ma non come praticarlo. Gli Yogi che hanno seguito Patanjali hanno sviluppato in seguito una dettagliata metodica relativa al Pranayama. Ne troviamo in abbondanza nelle scritture relative ad Hatha Yoga e Kundalini Yoga. Oggi il Pranayama sta diventando sempre più conosciuto e popolare per le sue proprietà salutari e antistress. Ma il suo reale scopo è risvegliare il potenziale spirituale calmando la mente.

Negli antichi testi Yoga troviamo menzione di questi tipi di Pranayama:

  •  Kapalabhati
  •  Nadishodhana
  •  Surya Bheda
  •  Ujjayi
  •  Bhastrika
  •  Sitkari
  •  Sheetali
  •  Bhramari
  •  Moorchha
  •  Plavini

Conosciamo già Kapalabhati perché ne abbiamo parlato fra gli Shatkarma. Alcuni importanti Pranayama sono discussi nelle sezioni seguenti.

Nadishodhana Pranayama

Nadishodhana purifica tutti i 72.000 Nadi. Secondo lo Yoga, il nostro corpo contiene molti canali chiamati Nadi per trasportare il Prana nelle varie parti del corpo. A causa delle condizioni ambientali, delle malattie e dello stile di vita, questi canali vengono ostruiti da impurità. Nadishodhana li purifica totalmente. I canali ripuliti sono quindi in grado di portare il Prana nei centri energetici superiori, agendo da catalizzatore per il progresso spirituale. La tecnica è questa:

  • Siedi in una posizione meditativa come Padmasana o Sukhasana
  • Tieni schiena e testa erette
  • Chiudi la narice destra con il pollice della mano destra
  • Espira completamente attraverso la narice sinistra
  • Ora inspira lentamente sempre attraverso la narice sinistra
  • Quando i polmoni si riempiono, chiudi la narice sinistra con il dito anulare della mano destra
  • Trattieni il respiro per tutto il tempo che puoi senza sforzo o stress
  • Ora rilascia il pollice ed espira lentamente attraverso la narice destra
  • Ripeti inspirando attraverso la narice destra ed espirando attraverso la narice sinista

Questo è un ciclo di Nadishodana. Inizialmente pratica 10 cicli e quindi aumentali gradualmente.

Surya Bhedana Pranayama

Surya Bhedana Pranayama attiva Surya Nadi, da cui prende il nome. Surya Nadi (chiamata anche Pingala) parte dalla narice destra e percorre tutta la spina dorsale. Questo Pranayama genera calore nel corpo e quindi va eseguito seguendo un insegnante esperto. La tecnica è questa:

  • Siedi in una posizione meditativa con la schiena e la testa erette
  • Chiudi la narice sinistra con l'anulare della mano destra
  • Inspira lentamente attraverso la narice destra
  • Ad inspirazione completa chiudi la narice destra con il pollice della mano destra
  • Trattieni il respiro per tutto il tempo che puoi senza disagio né stress
  • Rilascia l'anulare e lentamente espira attraverso la narice sinistra
  • Chiudi la narice sinistra e inspira attraverso la narice destra, ripetendo il ciclo appena descritto

Questo Pranayama sembra simile a Nadishodana ma c'è l'importante differenza che si inspira sempre con la narice destra e si espira con quella sinistra, invece di alternarle.

Ujjayi

Ujjayi Pranayama può essere praticato in qualsiasi momento e in qualsiasi stagione. È un Pranayama calmante che aiuta a sviluppare la consapevolezza del respiro. La tecnica è questa:

  •  Siedi in una posizione meditativa
  •  Inspira lentamente e in modo costante attraverso entrambe le narici
  •  Appena inizi ad inspirare contrai la gola in modo da sentire un leggero sibilo
  •  Inspira come se stessi inspirando con la gola
  •  Quando hai riempito agevolmente i polmoni trattieni il respiro per tutto il tempo in cui è confortevole
  •  Espira lentamente mantenendo la gola contratta

Ripeti questi cicli di inspirazione ed espirazione. Inizialmente pratica per cinque minuti ed aumenta gradualmente la durata.

Bhastrika Pranayama

Bhastrika significa mantice. In questo Pranayama i polmoni si espandono e contraggono come il mantice di un fabbro. Questo Pranayama consiste in veloci inalazioni ed espirazioni, ed è il modo con cui produce calore nel corpo. Può essere praticato lentamente, velocemente o con un ritmo intermedio, secondo la propria capacità. La tecnica è questa:

  •  Siedi in una posizione meditativa con la schiena e la testa erette
  •  Inspira rapidamente espandendo il torace finché i polmoni non sono pieni
  •  Senza trattenere il respiro, espira rapidamente
  •  Nuovamente inspira ed espira come prima

Pratica questi cicli di inspirazione ed espirazione prima lentamente e costantemente senza metterci troppa pressione o forza, aumentando la velocità gradualmente.

Sitkari Pranayama

Sitkari è un Pranayama rinfrescante e dovrebbe essere praticato nella stagione calda. È un Pranayama calmante e dà un immediato senso di freschezza. Praticando questo Pranayama si controlla fame e sete. La tecnica è questa:

  •  Siedi in una posizione meditativa con la schiena e la testa erette
  •  Poni la lingua fra i denti in modo che esca leggermente dalla bocca
  •  Inizia ad inspirare attraverso la bocca in modo da ricevere un soffio di aria fresca sulla lingua e attraverso la gola
  • Produrrai il suono si...si...si... durante l'inspirazione
  • Trattieni il respiro secondo la tua capacità e quindi espira normalmente attraverso il naso

Pratica un ciclo dopo l'altro. Questo Pranayama è utile per rimuovere le tossine dal corpo.

Shitali Pranayama

Questo pranayama è simile a Sitkari. La lingua viene arrotolata come il becco di un uccello e l'aria viene inspirata attraverso il canale che si forma con la lingua. Offre gli stessi benefici di Sitkari.

Non è necessario praticare tutti questi Pranayama tutti i giorni. Nadishodhana, Ujjayi e Kapalabhati possono essere praticati quotidianamente, gli altri a seconda delle necessità personali e della stagione. In inverno pratica Bhastrika e Surya Bhedana mentre in estate pratica Sitkari o Shitali. Un'importante cosa da ricordare è di non strafare con Kumbhaka. Inizialmente puoi anche non praticare Kumbhaka, la ritenzione del respiro. Una volta che sei a tuo agio con la pratica di Pranayama, puoi introdurre anche le ritenzioni del respiro.
Quando si pratica Pranayama è importante essere focalizzati sull'atto del Pranayama. Non consentire che la mente viaggi altrove. Questo ti aiuta ad aumentare ulteriormente la pace mentale. Se pratichi meditazione, Pranayama deve essere praticato prima della meditazione.

La pace sia con te. 


Bipin Joshi is a software consultant, an author and a yoga mentor with more than 22 years of experience in classical yoga system of India. He is an internationally published author and has authored or co-authored more than ten technology books for Apress and WROX press. He has been awarded as a Most Valuable Professional by Microsoft. He has also written a few Marathi books including Devachya Davya Hati and Natha Sankentincha Danshu. Having embraced yoga way of life he also teaches Kriya and Meditation to selected individuals.

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Posted On : 13 Feb 2010