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Le qualificazioni di un sincero

Le qualificazioni di un sincero ricercatore spirituale

Ogni settore lavorativo richiede particolari qualifiche. Una persona deve impegnarsi per raggiungere queste qualificazioni prima di entrare attivamente in un certo settore professionale. Nelle antiche scritture si trovano dettagliate discussioni riguardo le qualifiche che un ricercatore spirituale deve possedere. Tutti abbiamo punti di forza e punti di debolezza. Non sempre siamo in grado di rispondere immediatamente alle qualifiche richieste. Ma l'impegno costante e la dedizione ci rendono adatti a raggiungere l'autorealizzazione.

È stato scritto che ogni ricercatore spirituale deve possedere queste qualifiche:

  •  La capacità di distinguere fra il permanente e l'impermanente
  •  Il distacco rispetto i frutti dell'azione
  • Desiderio per la liberazione
  •  I sei adempimenti interiori (spiegati più avanti)

Noi usiamo l'intelletto per discriminare le cose della nostra vita quotidiana. Usando l'intelletto decidiamo cosa è bene e cosa è male, chi è amico e chi è nemico. Ma per molti di noi l'intelletto è coperto da Maya, o l'illusione cosmica. Usiamo l'intelletto solo a livello materiale. Non possiamo usare l'intelletto per la discriminazione più elevata.

Per il cercatore spirituale è importante distinguere fra cose mortali e immortali. L'unica costante nella vita è il cambiamento. Possiamo vedere il cambiamento in ogni sfera della nostra vita. Il nostro corpo cambia, talvolta cambiamo lavoro, spesso cambiamo gli abiti, qualche volta cambiamo abitudini, qualche volta cambiamo casa. Tutte le cose intorno a noi cambiano ogni giorno. L'obiettivo di ogni sincero praticante di Yoga è trovare ciò che non cambia. Questo viene chiamato Brahman nelle scritture. Possiamo dargli nomi diversi - Brahman, Dio, spirito supremo, principio universale - ma è l'unica costante di questo universo.

Dicendo o scrivendo che ogni cosa è Maya è facile trovare la convinzione sincera del fatto che Brahman è l'unica cosa permanente. L'autentico aspirante spirituale deve convincere sé stesso di questa realtà.

L'uomo pensa che la felicità e la gioia vengano dagli oggetti, le persone e l'ambiente intorno a lui. Le persone sono scoraggiate dalla parola distacco. Pensano di dover rinunciare a tutto per dimostrare distacco. Distacco significa non indulgere nei frutti delle azioni. È importante comprendere quale distacco sia autentico, falso o temporaneo. Prendiamo il caso di una persona che non possiede l'auto. Ne desidererebbe disperatamente una ma a causa della sua situazione economica non può permettersela. Se dicesse ai suoi amici "Le auto non mi interessano", quello non sarebbe autentico distacco. In modo analogo, se qualcuno della nostra famiglia muore, perdiamo interesse ai piaceri materiali. Anche questo non è autentico distacco perché temporaneo e dovuto a circostanze esterne. L'autentico distacco viene raggiunto quando comprendiamo che la vera felicità viene dall'interno e non da fonti esterne. Una volta che comprendiamo questo, il nostro appetito per i piaceri materiali si interrompe e progrediamo rapidamente verso il sentiero spirituale. Chi acquisisce il distacco diventa senza paura, perché sa che la sua gioia non dipende da nessun fattore esterno.

Ogni desiderio ne scatena un altro. Questa inestinguibile catena di desideri materiali lega l'uomo al suo mondo mortale. Quando il cercatore spirituale comprende che questi desideri materiali non lo portano da nessuna parte, egli li getta via. Egli vuole liberarsi da questo legame e libera l'anima. Il desiderio per la liberazione varia a seconda della qualità del praticante. Può essere classificato come molto lieve, lieve, ragionevole o forte.

Una persona con un desiderio molto lieve per la liberazione dice "Se raggiungo la liberazione bene, altrimenti continuerò a godermi la vita". Una persona con un piccolo desiderio per la liberazione dice "Be', raggiungerò l'illuminazione quando avrò terminato con i miei doveri mondani". Una persona con un desiderio ragionevole dice "Voglio raggiungere la liberazione non appena possibile". Infine, un autentico ricercatore dice "Oh Dio, voglio la liberazione adesso".

I sei adempimenti sono il soggetto del prossimo capitolo.


Bipin Joshi is a software consultant, an author and a yoga mentor with more than 22 years of experience in classical yoga system of India. He is an internationally published author and has authored or co-authored more than ten technology books for Apress and WROX press. He has been awarded as a Most Valuable Professional by Microsoft. He has also written a few Marathi books including Devachya Davya Hati and Natha Sankentincha Danshu. Having embraced yoga way of life he also teaches Kriya and Meditation to selected individuals.

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Posted On : 15 Feb 2010